LUCIA DI LAMMERMOOR di Gaetano Donizetti

Direttore Musicale Al Pianoforte Marco Beretta

Messa In Scena Alberto Oliva

Collaborazione Arianna Aragno

Coro ADADS – Accademia Dell’Arte Dello Spettacolo

Sculture Maddalena Gerosa

Disegni Luci Alessandro Tinelli

Costumi Artescenica Reggio Emilia

Trucco E Parrucco A.P.T.A. Accademia Professionale Trucco Artistico

Personaggi ed interpreti:

Lucia di Lammermoor, Soprano Sayaka Hashimoto

Lord Enrico Ashton, Baritono Kim Young Hoon

Sir Edgardo di Ravenswood, Tenore Lee Nam Deuk

Raimondo Bidebent, Basso Hwang Tae Jong

Lord Arturo Bucklaw, Tenore Rosario Di Mauro

Alisa, Mezzosoprano Yoko Kawamoto

Normanno, Tenore Rosario Di Mauro

DEBUTTO Teatro Rosetum, Milano – 18 marzo 2016

“Da vicino nessuno è normale”

Lucia è una creatura incantata, figlia del Romanticismo nordico di Walter Scott e del Romanticismo mediterraneo di Gaetano Donizetti. In virtù di questo connubio diventa la quintessenza del Romanticismo, il Romanticismo al quadrato: il trionfo dell’amore impossibile sublimato nel bel canto, in un giardino popolato di mostri, fantasmi, spade, sangue e acqua che scorre delicata, ma contiene al suo interno misteriosi cadaveri.

C’è tanto Shakespeare in quest’opera. Per un regista che arriva dalla prosa questo è un imperdibile sentiero, una guida alla messinscena preziosa e spero fertile. Dall’immagine di Ofelia stesa sull’acqua insieme alle ninfee dopo la sua strepitosa scena di pazzia, al conflitto di Romeo e Giulietta con le famiglie ostili, oltre a tutti i fantasmi chiusi nei castelli che animano i drammi storici del Bardo.

In tutte le scene in cui Lucia non è presente, l’ambiente scenico sarà evocato con delle videoproiezioni di fotografie, immagini di un Medioevo mitologico, animazioni suggestive, ma irreali, che costringeranno i cantanti e il coro a muoversi ai margini del palcoscenico, quasi come se venissero cacciati fuori, come se non potessero avere accesso al mondo vero, che è nascosto e segreto.

Noi, però, le chiavi di acceso a quel mondo le abbiamo, se ci lasciamo guidare da Lucia e dalla sua bella follia. Impareremo che i fantasmi esistono, si muovono, agiscono insieme con noi e vivono nei boschi, che sono popolati di alberi antropomorfi e strane creature, che potremo conoscere e toccare nella loro tridimensionale concretezza (le stupende sculture di Laura Gerosa).

Vorrei che vedessimo questa storia con gli occhi di Lucia, e arrivassimo al momento della sua pazzia come se fosse la nostra, senza accorgercene, senza pensare di essere impazziti.

Perché, a dirla tutta, pazzi sono gli altri a cercare di costringerci a una vita regolata da schemi impossibili, frustranti, ingiusti, ipocriti e profondamente inefficaci.

E allora meglio perdere la testa, possibilmente per amore.

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