L’UOMO LA BESTIA E LA VIRTÙ di Luigi Pirandello

Nuova Produzione  TEATRO de GLI INCAMMINATI

Regia di ALBERTO OLIVA

Con Mino Manni, Rossella Rapisarda, Gianna Coletti, Andrea Carabelli, Riccardo Magherini

e con la partecipazione del baritono Angelo Lodetti

Scene di Francesca Ghedini

Costumi di Alessia Di Meo

Disegno luci Alessandro Tinelli

Aiuto regia Alice Guaglianone

L’uomo, la Bestia e la virtù è una commedia esilarante e atroce che, sotto l’apparente leggerezza, diventa una farsa tragica che irride i valori morali e religiosi di una umanità ipocrita. Le “Virtù” di Pirandello sono maschere, attrazione e repulsione degli esseri umani, modelli stereotipi cui i personaggi aderiscono con diversi gradi di consapevolezza, valori verso cui tendono, ma anche spauracchi da cui fuggono. La “Bestia” e “l’Uomo” sono etichette, facili da appiccicare addosso agli altri, ma difficili da ammettere su stessi. L’Uomo è il “trasparente” professor Paolino, che ha una doppia vita: è l’amante della signora Perella – la Virtù – moglie trascurata del Capitano Perella – la Bestia – ufficiale di marina che torna raramente a casa.

Personaggio chiave dell’opera, e scommessa importante del nostro adattamento originale, è il piccolo Nonò, il figlio undicenne del Capitano e della signora Perella. È una figura ingombrante, sempre “tra i piedi” dei genitori e dell’amante, costretto a fargli da insegnante con espedienti meschini per ingraziarsi il padre e non insospettirlo. Ma Nonò ha una differenza rispetto a tutti gli altri: non è ipocrita, perché non conosce ancora le gabbie delle convenzioni sociali, meglio, non ha ancora realizzato i rischi della loro trasgressione. Sta sempre in scena durante i dialoghi tra la madre e il professore, origlia, disturba e minaccia – inconsapevolmente – di mandare all’aria i loro piani, con il candore dell’innocenza che parla e dice a verità.

Per raccontare questo personaggio abbiamo scelto di affidarne la parte a un cantante lirico, un baritono dalla fisicità imponente (Angelo Lodetti, nella foto qui sotto). A lui saranno affidati dei momenti di “straniamento” nello spettacolo, in cui Nonò, rimasto solo sulla scena commenta l’ipocrisia degli altri personaggi cantando arie celeberrime di Mozart che raccontano proprio l’ipocrisia nei rapporti d’amore (tratte da “Le nozze di figaro” e “Così fan tutte”).

La cifra stilistica dello spettacolo si ispira al mondo del circo e dei clown, prendendo ispirazione dai quadri di Botero con i suoi colori forti e decisi, e dal capolavoro cinematografico La strada di Federico Fellini, con l’ironia e la malinconia trasognata del suo immaginario.

Protagonista femminile dello spettacolo è Rossella Rapisarda, che assomiglia a Giulietta Masina, cui si ispira il ruolo nella nostra versione. La semplice e minuta figura di una donna piena di sogni, imprigionata in un mondo di uomini che dettano le regole di un gioco divertente e leggero, che sa diventare spietatamente sadico e perverso.

La scelta di questa opera punta a valorizzare il tema della Maschera, tanto caro a Pirandello e al percorso che I Demoni Alberto Oliva e Mino Manni stano portando avanti in questi anni, rileggendo in chiave contemporanea i classici della letteratura e del teatro. Freschi del successo del loro adattamento de “Il fu Mattia Pascal”, tornano a Pirandello con una commedia che ha sempre costituito un banco di prova per grandi interpreti e che ci consente di parlare del mondo di oggi e di tutti i suoi vizi e la difesa spietata delle apparenze e delle etichette contro ogni etica e contro ogni forma di rispetto, in nome di un “politicamente corretto” sempre più faticoso da sostenere.

Protagonista nel ruolo di Paolino è Mino Manni, alla regia c’è Alberto Oliva, che collaborano insieme dal 2011, portando avanti il loro percorso di esplorazione della drammaturgia del Novecento, del mistero dei sensi e delle pulsioni irrazionali, rileggendo i testi classici con sguardo contemporaneo e con una poetica personale sempre più orientata verso un teatro di parola e d’immagine, classico e innovativo insieme, che rispetta i testi nella loro integrità, ma li attraversa con un immaginario forte dal taglio cinematografico. A Pirandello li lega un rapporto particolare, che nasce dal Premio Internazionale Luigi Pirandello vinto da Alberto Oliva nel 2012 come regista emergente, da cui è nato lo spettacolo Enrico IV nel 2013/2014, che ha ottenuto il Premio Delia Cajelli come miglior allestimento pirandelliano alle Giornate Pirandelliane di Busto Arsizio, con cui è nata la proficua collaborazione con Educarte nel 2019.

 

RECENSIONE E FOTOSERVIZIO CONCERTODAUTUNNO

https://www.concertodautunno.it/220329-oscar-oliva/220329_oscar-oliva.html

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