DOSTOEVSKIJ E LA VERITA’ IN SCENA

LABORATORIO DI RECITAZIONE E IMPROVVISAZIONE

Condotto dal regista Alberto Oliva e dall’attore Mino Manni

Il laboratorio si propone di stimolare l’immaginario dell’attore attraverso il confronto con alcune delle più belle pagine del grande scrittore russo, capace di creare personaggi e situazioni estremamente adatti alla scena teatrale.

Per un attore, lavorare a partire da un romanzo invece che da un testo già scritto per il teatro può essere molto stimolante, poiché contiene lunghe descrizioni fisiche, psicologiche ed emotive, oltre a riflessioni e pensieri dei personaggi tra un dialogo e l’altro.

E’ un materiale molto fertile per l’improvvisazione, poiché vi sono tantissime indicazioni ed elementi su cui costruire la situazione e il carattere, ma non ci sono battute già definite o dialoghi perfettamente strutturati. Questo consente all’attore di potersi calare con agio nella situazione e riempirla autonomamente, lasciando che le linee guida del personaggio lo conducano alla battuta più giusta e opportuna.

Ci caleremo nelle varie scene con l’aiuto di tutti i mezzi che un attore ha a disposizione: l’analisi delle pagine di Dostoevskij, ma anche la pittura, le arti visive, la musica, il cinema, che sono strumenti indispensabili alla creazione dell’immaginario.

Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire” (Italo Calvino).

Nel laboratorio ci lasceremo guidare dalle parole di Dostoevskij per trovare risposte alle nostre domande di oggi, per aiutarci a comprendere le dinamiche complesse che regolano il mondo contemporaneo. Queste risposte si possono trovare più facilmente in un testo classico, profondo e valido per ogni epoca, grazie alla sua capacità di parlare all’uomo di se stesso, dei suoi sogni e delle sue paure universali con un distacco e una lucidità che vengono dal passato senza, però, mai passare di moda.

Saranno oggetto di analisi anche le precedenti, memorabili, edizioni dei romanzi di Dostoevskij a teatro, al cinema e in televisione – soprattutto i magnifici sceneggiati degli anni Sessanta con Giorgio Albertazzi, Glauco Mauri, Gianmaria Volonté, Giulia Lazzarini e i più grandi attori dell’epoca – perché attraverso il confronto possiamo riuscire a interpretare il testo in maniera più consapevole e personale.

Ai partecipanti non si richiede la lettura dei romanzi prima dell’inizio del laboratorio, ma la conoscenza della trama e dei personaggi. Verrà chiesto di cercare immagini, fotografie, quadri, filmati, ma soprattutto musiche, di qualunque genere ed epoca, che richiamino i temi trattati per come ciascuno li sente e di portare questo materiale all’inizio del laboratorio. Durante il lavoro ogni attore sceglierà un personaggio da interpretare e quale/i scena/e fra quelle analizzate.

 

SCENE DA LAVORARE AL LABORATORIO

 

  • Da LE NOTTI BIANCHE: i racconti di Nasten’ka e il Sognatore nella seconda notte

 

  • Da DELITTO E CASTIGO: il primo dialogo tra Son’ja e Raskolnikov e gli interrogatori di Porfirij a Raskolnikov

 

  • Dai DEMONI: La confessione di Stavroghin a padre Tichon

 

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