L’ODORE DEL LEGNO E LA FATICA DEI PASSI

L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL’ESSERE GIOVANI
Con sguardo ironico e lucido Oliva racconta il suo percorso: lo spaccato della vita di un “non bamboccione”, di un cervello che ha deciso di restare, per smentire tutti i luoghi comuni sui giovani di oggi.
Le fortune e le sventure, i compagni di viaggio, i buoni consiglieri e i cattivi maestri sono i protagonisti di un racconto che esprime lo spirito del nostro tempo. Un percorso di formazione che con passo leggero attraversa le aule universitarie, i corridoi dei teatri, le sale prova, gli studi medici e perfino la sala di aspetto di uno stralunato Vittorio Sgarbi, protagonista involontario di uno degli episodi più divertenti del libro.
“Mentre mio fratello prosegue la gloriosa tradizione di famiglia laureandosi in ingegneria meccanica, mentre il mio compagno di banco al liceo dopo un master in economia lavora a Wall Street, mentre un altro studia cinese per cavalcare i mercati emergenti, io non solo resto in Italia, ma scelgo anche di fare teatro! E nemmeno come attore, faccio il regista…”

Questo libro non è un romanzo, non è un saggio, non è un manuale: è la testimonianza di un giovane di 28 anni, che a questa professione si è appena affacciato. Nel dipanarsi di aneddoti, incontri, esperienze e letture, si sviluppa una riflessione sull’Italia, sulle opportunità che offre – e che non offre – ai giovani, le risorse che possiede e le occasioni che si possono trovare con tenacia e un pizzico di intuito. Un’analisi appassionata e crudele sul presente di chi vorrebbe fare arte nel Paese più bello del mondo.

Lo storico Giorgio Galli, che firma l’introduzione, ci fornisce un interessante livello di  lettura. Galli vede in Oliva un rappresentante di quella “minoranza intensa”, econdo la definizione di Weber, di trentenni che hanno una vocazione e si impegnano per trasformare la passione in capacità professionale.

Questo libro ci fa ritenere possibile che sia questa generazione, una “minoranza intensa”, che si sente viziata perché non scende in piazza per la rivoluzione, tuttavia che vuole cambiare un’Italia depressa, ma della quale si sente parte e che capisce il 1943 con la sensibilità di oggi, la generazione in grado di chiudere un ciclo storico, per aprirne uno nuovo. GIORGIO GALLI

 

ATì EDITORE
Un tempo l’arte era come la musica da camera e si rivolgeva a pochi eletti; ora si adegua al gusto delle grandi classi industriali e commerciali. Ma non otterrà mai quello che le spetta finché non si rivolgerà al popolo nella sua interezza. LEV N. TOLSTOJ ATì Editore è uno strumento per la diffusione della cultura popolare, un modo di intendere la letteratura: è vicino a chiunque cerchi nella lettura la strada per crescere ed arricchire la propria conoscenza.

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