L’OCCHIO INVISIBILE

Debutto Russi (RA), Teatro Comunale – 11 settembre 2025

progetto di Alberto Oliva

di Gianfilippo Maria Falsina e Alberto Oliva

con Gea Rambelli e Gianfilippo Maria Falsina

scenografia Francesca Ghedini

produzione TeatroE

spettacolo vincitore del Festival Fantasio 2024

Un racconto teatrale distopico, ironico e seducente che ci invita a riflettere sul prezzo della libertà nell’era dell’intelligenza artificiale.

Una storia tagliente, attuale e profondamente teatrale, che mescola Orwell, Black Mirror e romanticismo tossico.

L’opera rilegge in chiave contemporanea i temi di 1984 di Orwell, mostrando un mondo in cui la virtualizzazione delle esperienze quotidiane, dalle videochiamate al semplice fare la spesa, alimenta fenomeni come l’isolamento degli hikikomori e una dipendenza tecnologica che spesso si rivela dipendenza affettiva.

La trama si accende con un furto che trascina i due protagonisti in un labirinto dove sorveglianza, verità e manipolazione si confondono.

A dar vita a questo universo sono l’attrice e cantante Gea Rambelli, Gianfilippo Maria Falsina Lamberti, attore e co-autore del testo insieme ad Alberto Oliva, regista nonché ideatore del progetto, che con questo lavoro ha vinto il Premio Internazionale di Regia Fantasio 2024.

La loro presenza scenica, intrecciata a un linguaggio che alterna ironia e claustrofobia, costruisce una distopia lucidissima e magnetica, capace di sedurre, far sorridere amaramente e, soprattutto, far pensare.

Perché adesso? L’intelligenza artificiale e la vita mediata dagli schermi, governata da algoritmi, non sono più futuro, ma il nostro presente, sempre più pervasivo.

L’OCCHIO INVISIBILE porta sul palco una delle domande più urgenti di questo tempo: qual è il prezzo della sicurezza quando si confonde con il controllo?

PREMIO INTERNAZIONALE FANTASIO 2024 ALLA REGIA

“La giuria ha deciso di assegnare il Premio Fantasio 2024 allo spettacolo “SUPERSURE” del regista Alberto Oliva per la capacità di attualizzare in modo originale e coerente il messaggio di Orwell, calandolo nel presente con la sottolineatura di scenari inquietanti legati al controllo invasivo della vita pubblica e soprattutto privata delle persone. L’idea forte dello spettacolo è l’illusoria scelta di libertà nel decidere di farsi sorvegliare nella speranza di sicurezza. Dal punto di vista registico è stata apprezzata la costruzione di una storia nella quale è facile identificarsi che lascia prevedere un intrigante sviluppo scenico.

 

 

 

 

 

 

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