CORSO DI STORIA DEL TEATRO E DELLO SPETTACOLO
di Livia Castiglioni
Debutto Napoli (NA), Teatro Sannazaro – 29 giugno 2025
inserito nella rassegna del Campania Teatro Festival 2025
regia Alberto Oliva
con Sarah Biacchi e Alessandra Frabetti
e con Alma Pasqua per la prima volta in scena
elementi di scena Beatrice Damiani
costumi Sartoria Lalique
luci Francesco Barbera
produzione Teatro Segreto in collaborazione con Syb

Sono passati vent’anni dal suono dello sparo che ha squarciato in un istante tre vite: quella di Kostja, che si è conficcato una pallottola letale nella tempia, quella di Nina, che lo ha sempre amato senza rendersi conto della fragilità del loro rapporto, e quella di Arkadina, la madre, che da allora non ha più vissuto.

Il testo di Livia Castiglioni immagina l’incontro tra le due donne nella Russia del 1917. Si comincia con un altro sparo, vero, reale, devastante: la rivoluzione d’ottobre e il tentativo di sommossa partito dai contadini dell’immensa pianura sovietica.

La storia irrompe nella leggenda:
Nina e Arkadina si incontrano di nuovo, vent’anni dopo l’ultima volta, irriconoscibili all’inizio, ma profondamente segnate dal loro passato mano a mano che lo fanno riaffiorare in un dialogo serrato e potente che ne fa emergere i lati oscuri, le dinamiche irrisolte e le ferite di un amore non ascoltato.
La vicenda di Nina, nel confronto con Arkadina, diventa il racconto di una rinascita, di una riscoperta del senso di se stessi, adatta al momento presente, per aiutarci a fare le domande giuste per affrontare il domani con
fiducia. I due anni che racchiudono la vicenda narrata da Cechov intorno al lago sono cristallizzati nella mente di Nina come un doloroso pozzo di sensi di colpa e di ferite, inferte e ricevute.

L’ingenuità della ragazzina di fronte ai primi passi sulle tavole di palcoscenico, l’aver lottato e strappato un uomo con una così marcata differenza d’età ad un’attrice famosa, l’illusione del lieto fine, lo scandalo della fuga, i maltrattamenti subiti, le torture psicologiche, la morte di un figlio in tenerissima età, l’abbandono da parte di chi avrebbe dovuto sorreggerla e difenderla, il ritorno umile su palcoscenici di bassa fascia, il suicidio dell’unico uomo che la aveva amata veramente e da lei rifiutato sono un lungo incubo durato ventiquattro mesi.

E noi, oggi, in un mondo nuovamente dilaniato da guerre e instabilità, sappiamo soffrire come Nina? Con compostezza, senza paraventi, con consapevole dignità?
Il Gabbiano rivive attraverso le sue donne, che ricordano e rielaborano i fatti accaduti vent’anni prima e raccontati da Cechov, con uno sguardo femminile e inedito, contemporaneo e feroce.
